Parafrasando più o meno inconsapevolmente Proust, l’Assessore all’Urbanistica e alla Città dei 15 minuti (sic!) del Comune di Roma, Maurizio Veloccia, estrinseca il suo pensiero in ciò che rischia di diventare un nuovo aforisma di successo: “Lasciamo il verde agli uomini con molta fantasia”.
E non potrebbe essere diversamente, non solo perché non ci si può aspettare molto di più da un assessore all’urbanistica (cioè alla costruzione di infrastrutture e non, che so, alla tutela dell’ambiente), ma anche perché solo chi è dotato di tanta fantasia può ricavare una parvenza di volontà politica green dalle dichiarazioni rese in risposta alle accuse contenute nel dossier di Roma Today simpaticamente intitolato “La festa dei palazzinari – Una nuova valanga di cemento in arrivo su Roma“.
Nella sua lettera rivolta al Direttore di quella testata, l’Assessore Veloccia ricorda puntualmente che il Piano Regolatore Generale (PRG) di Roma, elaborato dalle precedenti amministrazioni comunali del PD, ha stabilito, da una parte, il taglio di oltre 60 milioni di metri cubi di “previsioni edificatorie” e, dall’altra, una compensazione del taglio in parola mediante l’individuazione di aree dove “far atterrare questi crediti edificatori”: il tutto allo scopo di far “risparmiare a Roma miliardi di euro di contenzioso amministrativo”. Secondo l’Assessore, infatti, se il Comune non rispettasse l’impegno assunto con il PRG, il costo del probabile contenzioso sarebbe di oltre 1,5 miliardi di euro, che fatalmente ricadrebbe sulle spalle dei cittadini.
Per non perpetuare “l’urbanistica dello struzzo”, quindi, l’amministrazione comunale in carica, con la solerzia che la contraddistingue, ha deciso di non nascondersi dietro un dito e nel 2022 ha finalmente adottato, appena 14 anni dopo l’adozione del PRG, un bando ad hoc sulle compensazioni, con tutti gli immancabili pregi che l’Assessore, nella lettera a Roma Today, illustra con dovizia di particolari.
Certo, da avvocato non posso che prendere atto delle dichiarazioni dell’Assessore. Ma, da giurista, mi chiedo se quel “salto di qualità nel dibattito” sul tema, che il nostro amministratore sembra invocare a cuore aperto, debba necessariamente passare attraverso l’ennesimo e inevitabile stupro del territorio e del paesaggio del nostro Paese e non, invece, attraverso l’accertamento di una nuova sensibilità dei cittadini, ciò che dovrebbe condurre alla costruzione di una nuova morale, di nuovi valori, di nuovi costumi e, soprattutto, di una nuova gerarchia delle esigenze di interesse generale che, a sua volta, dovrebbe spingere un’amministrazione responsabile e consapevole a individuare nuove priorità politiche e nuove scelte normative: come, ad esempio, quella di rivedere un PRG vecchio di vent’anni.
In altre parole, mi chiedo se, in tempi di minacciate catastrofi naturali, nel momento in cui il verde e l’ambiente sono diventati sinonimo di bellezza, dei “must” indiscussi e indiscutibili, i circa 60.000 abitanti del quartiere Ostiense non accettino di buon grado l’idea di sopportare il costo della mancata costruzione di due palazzi, quantificato dall’Assessore in 8 milioni di euro: e cioè poco più di 100 euro a testa.
Ai 60.000 di cui sopra, qualcuno glielo ha mai chiesto? Forse no, visto che il nostro Assessore ricorda con orgoglio che la sua passata esperienza di presidente di municipio gli ha impartito un grande insegnamento: evitare il rischio di “farsi trascinare dalle istanze locali facendosi guidare da esse invece di guidarle”.
Come si diceva una volta? Eia, eia!
(*) Fëdor Dostoevskij